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Da Tappeti Choby a Frangia

TAPPETI CHOBYTAPPETI CHOBY

TAPPETI CHOBY

TAPPETI CHOBY

Choby  (tappeto)

I tappeti Choby sono di recente manifattura afghana, con disegni e colori ispirati un po’ ai Saruk, ai Ziegler, ma anche ai tappeti Agra indiani di un tempo. Sono tappeti piuttosto commerciali, abbastanza grossolani (in alcuni i nodi saltano dopo un po’ che si usano e quando si lavano. Abbiamo anche noi qualche esemplare di tappeti Choby, ma di qualità decisamente migliore

Chuval

Vedi Joval del Turkmenistan

Cicim, Jijim, Jajim e anche Djadjim

Sono dei tessuti. Il nome deriva dal turco e sta ad indicare delle tessiture piane decorate, con tecnica a trame aggiunte, tipo Sumak. Il disegno, ovviamente geometrico, risulta essere in rilievo. Il jijim è un po’ diverso perché, essendo fatto con piccoli telai, viene realizzato in strisce di 20-30 cm che poi vengono unite.

Cimose

Sono le finiture terminali nei quattro lati dei tappeti che servono a fissare la struttura.

Cork o Kork

Lana pregiata per finezza e morbidezza. Si dice che venga usata la lana della spalla dell’agnello, tosato in primavera, oppure quella del collo o della pancia delle pecore, tosate anche queste in primavera. In tutti i casi, si tratta di un’ottima lana per qualità e morbidezza.

Cornici o bordure

Le fasce decorate che delimitano il campo nel tappeto, anche in un certo numero. Di solito ce n’è una principale e due o più secondarie. Vedi la struttura del tappeto.

Darpha misto seta. Tappeto moderno del Tibet

Rappresentano un ottimo connubio tra antico e design. Si tratta infatti di tappeti decorati con soggetti e motivi decisamente moderni, ma realizzati secondo le antiche tecniche di lavorazione degli artigiani tibetani. Sono finemente annodati a mano. Trama e ordito sono in cotone, mentre per il vello viene utilizzata la pregiata lana degli yak e delle Plateau Sheep che vivono sugli altopiani del Tibet a 3.000 metri di quota. In tutti i tappeti vengono usati la lana ed un tocco di seta pura per il vello. La densità dei nodi, rispetto alla media dei tappeti tibetani, è piuttosto alta: 400 per dmq. Ecco un esempio di Darpha tibetano.

Darri, Durrie o Dhurrie

Nome Indiano che identifica le tessiture piane come i Kilim. Di solito sono in cotone, in lana e altre fibre.

Dasterkhan

Tipo di Kilim afghano con decori geometrici, stretto e lungo, che vengono usati a pranzo per posare i cibi.

Davaghin Kilim Caucasico (tappeto)

Kilim con trame a stacco del Daghestan, con decoro estremamente semplice e in pochi colori .

Dchulchir o Djulchir (tappeto)

Ovvero pelle d’orso. Tappeti uzbechi a pelo lungo, di solito realizzati con più strisce attaccate e soggetti arcaici estremamente semplici. Usati come letto.

Defne turchi (tappeto)

Di nuova manifattura, annodati con nodo molto piccolo e disegni decorativi. In certe zone, definite dai colori, il vello viene rasato del tutto, dando risalto ai soggetti, con un effetto tridimensionale. Per questo il nodo deve essere molto piccolo e preciso per durare nel tempo.

Depressione, Lul baft in persiano

Si parla di depressione delle catene di ordito quando vengono mantenute alternativamente su due piani diversi.

Diah, Dizluk

I tradizionali tessuti turkmeni per adornare le ginocchia dei cammelli per le cerimonie.

Dorosh (tappeto)

Annodati nell’area omonima di Dorosh (o Dorukhsh). Si tratta di un villaggio, ora abbandonato in seguito ad un violento terremoto, situato nella regione del Qainat, in Iran. Qui venivano prodotti dei tappeti classici, con impianto a medaglione e motivi floreali.
I tappeti più vecchi presentano l’ordito in lana, mentre quelli più recenti in cotone.

Dozar

In persiano è un formato di tappeto, di circa due metri quadrati (1,8 x 1,2 metri).

Dughi

Tonalità di rosa ottenuta in Persia, diluendo nel siero di latte (dugh) il rosso di robbia.

Engsi o Ensi (tappeto)

Sono tappeti tribali caratterizzati da quattro quadrati che formano una croce al centro. Venivano appesi sopra i varchi di entrata delle yurt, le tradizionali tende turkmene e fungevano da porta.

Eyerlik (tappeto)

Tappeti turkmeni con due angoli squadrati. La parola Eyerlik significa “tappeto sella” e questo ne identifica anche il suo uso principale.

Farsh

In farsi moderno significa “tappeto”.

Farsibaft o farsibaff

Nodo persiano o asimmetrico nel quale il filato di lana avvolge ad anello un ordito e passa sotto all’altro, uscendo di lato. Essendo sempre due gli orditi che sono interessati, uno è completamente avvolto e l’altro no.
Il nodo persiano o asimmetrico può essere aperto a sinistra o a destra.

Ferahan o Farahan (tappeto)

Manufatti di ottimo livello che venivano annodati nel distretto a Nord di Sultanabad, vicino al lago di Arak, per essere esportati in America tra la metà dell’Ottocento e i primi del Novecento.

Filatura

L’operazione di torcitura delle fibre per ottenere un filo continuo. Se eseguita a mano si parla di “lana ritorta a mano”, se eseguita a macchina si parla di “lana ritorta a macchina”.

Firuzabad Kilim (tappeto)

È tra le qualità più fini di Kilim, tessuti con trame a stacco delle nuove produzioni iraniane, nell’area di Firuzabad, città iraniana del Fars, a Sud di Shiraz. Ecco un esempio dal nostro catalogo.

Frangia

Sono i fili di ordito lasciati liberi alle estremità dei lati corti del tappeto. Possono essere sciolte o intrecciate, di solito fermate da una parte in Kilim o da una catenella. In alcuni tappeti è possibile che da una parte ci sia una cimosa e dall’altra la frangia. Vai alla struttura del tappeto.